Siracusa, sequestro di 18 milioni al clan Nardo

Sequestro Dia Nardo Narcomafie“È un’operazione di sequestro molto importante, una delle più grandi realizzate nella Sicilia Orientale, e permette di disarticolare un’organizzazione che opera con le sue aziende alterando e inquinando il mercato”. Sono le parole del capo della Direzione Investigativa Antimafia di Catania Renato Panvino in merito al sequestro di beni per un valore complessivo di 18 milioni di euro riconducibili al boss Ciro Fisicaro, appartenete al clan Nardo. Il patrimonio comprende la totalità delle quote della società ‘Maugeri Trasporti Srl’ con base a Catania e specializzata nel settore logistico, e il 50% della ‘Immobiliare Gagliola Srl’ e della ‘Rama Srl’ entrambe con sede legale a Gravina, nella provincia etnea. A questo si aggiunge un capannone a Scordia, di circa 3 mila metri quadrati, subaffittato alla catena Eurospin Sicilia Spa, dieci immobili e numerosi automezzi, tra cui 50 mezzi pesanti e 6 autovetture. Tutte le proprietà erano fittiziamente intestate all’imprenditore Giuseppe Mauceri, soprannominato ‘u babbaleccu’ per via di una balbuzie, fratello di Mario ‘u lintinisi’, precedentemente organico al clan Nardo e poi passato sotto l’ala di Biagio Sciuto, morto per un regolamento di conti nel 2009. Mauceri inoltre è cugino del boss ergastolano Ciro Fisicaro, il quale nel corso dei colloqui con i propri familiari durante la detenzione al carcere di Palmi, aveva dato disposizione alla moglie di reinvestire i proventi del clan. Fisicaro è stato autista e braccio destro del boss Sebastiano ‘Nello’ Nardo, capostipite del clan, arrestati entrambi nel 1992 a Noto, nel territorio siracusano, a pochi passi dalla villa bunker in cui era nascosto il padrino.

Dalle inchieste condotte dalle procure di Siracusa e Catania è emerso che l’organizzazione Nardo è riuscita nel corso degli anni a utilizzare le attività lecite per pulire i proventi illeciti e moltiplicare i propri guadagni. Inoltre è riuscita anche ad estendere il proprio raggio d’azione, partendo dalla base di Lentini e ramificandosi in gran parte della provincia siracusana, con Carlentini, Francofonte e Augusta, estendendosi anche nei territori etnei di Scordia e Paternò. “Colpire l’ala militare e svuotare le casse”, ripete il direttore della Dia etnea Panvino. In effetti, considerando le inchieste giudiziarie, dal 2008 ad oggi sono stati sequestrati al clan Nardo beni per un valore complessivo di circa 60 milioni di euro. Una decina di attività imprenditoriali volte al settore immobiliare e logistico, una trentina di beni immobiliari tra appartamenti, garage, capannoni e terreni, oltre a un centinaio di automezzi. Per non parlare degli innumerevoli arresti che hanno visto azzerare i vertici del clan, l’ultimo in ordine cronologico è stato Sebastiano Brunno, detto ‘neddu a crapa’, ammanettato a Malta lo scorso anno mentre era latitante.

** Articolo pubblicato su Narcomafie.it, venerdì 23 ottobre 2015 **

Saul Caia

Saul Caia

Giornalista freelance. Dopo alcune esperienze all'estero, tra cui Spagna, Canada e Stati Uniti, sono rientrato in Sicilia. Oggi collaboro con Il Fatto Quotidiano realizzando video e articoli di cronaca e approfondimento.
Tra i riconoscimenti più importanti ho ricevuto il DIG Awards 2017, il premio 'Roberto Morrione' 2012, il premio giornalista emergente in Sicilia 'Giuseppe Francese' 2016.
Saul Caia

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Giornalista freelance. Dopo alcune esperienze all'estero, tra cui Spagna, Canada e Stati Uniti, sono rientrato in Sicilia. Oggi collaboro con Il Fatto Quotidiano realizzando video e articoli di cronaca e approfondimento. Tra i riconoscimenti più importanti ho ricevuto il DIG Awards 2017, il premio 'Roberto Morrione' 2012, il premio giornalista emergente in Sicilia 'Giuseppe Francese' 2016.

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