Arresto del deputato Gennuso, voto di scambio politico-mafioso

Sale a otto il numero di deputati regionali siciliani indagati dalla magistratura. Questa volta ai domiciliari è finito Giuseppe Gennuso, per gli amici Pippo, imprenditore del settore dei giochi d’azzardo, titolare di alcuni centri Bingo nell’isola e a Roma. Gennuso dal 2006 è ininterrottamente seduto a Palazzo dei Normanni, conquistando a novembre il suo quarto mandato con oltre seimila preferenze, a sostegno della coalizione del centrodestra del presidente Nello Musumeci che, quindi, perde un altro pezzo in Assemblea regionale dove le forze di governo sono in minoranza.

SECONDO la Dda di Catania guidata da Carmelo Zuccaro, l’onorevole è accusato di voto di scambio politico-mafioso, in concorso con “esponenti del clan Crapula” Francesco Giamblanco e Filadelfo Buscemi, e insieme al “procacciatore di voti” Massimo Rubino.

Giamblanco è il marito di Desiré Crapula, figlia del boss Michele, detenuto per associazione mafiosa, e referente dell’omonimo clan che controllerebbe il territorio di Avola. L’indagine condotta dai carabinieri di Siracusa inizia nell’ottobre scorso, quando nel corso di un’uscita in bicicletta sono intercettati Giamblanco, Rubino e Buscemi. I tre discutono delle imminenti regionali, partendo dal presupposto di poter contare su un bacino di “400-500 voti”, a un prezzo di “50 euro”. Nel corso della chiacchierata, salta fuori la possibilità di sostenere “Giancarlo Cancelleri dei cinquestelle”, in modo da poterlo “bruciare” per la corsa a governatore. Rubino pro- pone ai due amici il nome di Gennuso, confidando che l’onorevole “non si spaventa dei soldi” ed è interessato ai voti. “Noialtri, anche un paese di carte gli riempiamo, il paese di Avola solo fotografie sue trova”, risponde Buscemi. 

“Contatti assidui” tra Rubino, Gennuso e i suoi figli, Riccardo e Luigi, che non risultano indagati, emergono durante “la fase della conclusione dell’accordo elettorale”. Il procacciatore di voti si sarebbe dileguato in seguito “per non rischiare di compromettere il candidato” e accostare i “Crapula a Gennuso”, dato che il clan era balzato agli onori della cronaca per gli articoli del giornalista Paolo Borrometi, oggi sotto scorta. La contropartita promessa sarebbe stata di “diecimila euro” e l’impegno dell’onorevole di occuparsi di sistemare una “strada siracusana notoriamente frequentata da ciclisti”, passione condivisa da Rubino e Giamblanco. A conferma ci sarebbe l’intercettazione del genero di Crapula che scherzando con altri ciclisti rivela sull’accordo: “Dieci- mila di sponsor, facciamo tutti Crapula, facciamo i completini Gennuso-Crapula, il santo nostro Pippo Gennuso”. A elezioni vinte, Rubino e i suoi uomini si sarebbero fatti vivi per ottenere quanto dovuto. “Ha n’escere i soddi…”, deve uscire i soldi, dice Rubino nel corso del comizio di ringraziamento a Rosolini (Siracusa) dall’onorevole.

GENNUSO era già finito nell’elenco degli “impresentabili” della coalizione di Musumeci, per via dell’indagine per truffa aggravata, adulterazione delle acque e frode dell’esercizio del commercio in un’inchiesta sul consorzio Granelli di Pachino: l’onorevole avrebbe distribuito acqua non potabile agli abitanti. Sull’imprenditore dei Bingo pesa anche l’accusa di corruzione in atti giudiziari e rilevazione di segreto d’ufficio, in concorso con gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, che avrebbero tentato di “influenzare l’esito del giudizio presso il Consiglio di giustizia amministrativa” di Palermo: l’inchiesta si riferisce alla sentenza del giudice Raffaele Maria De Lipsis, anch’egli indagato, che accolse il ricorso di Gennuso e ottenne nel 2014 di tornare al voto solo nei seggi di Pachino e Rosolini.

** Articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano (pag. 5), mercoledì 18 aprile 2018 **

** Credits copertina: foto del profilo facebook di Giuseppe Gennuso **

+++ Il Tribunale del Riesame di Catania ha revocato i domiciliari all’onorevole Gennuso +++

Saul Caia

Saul Caia

Giornalista freelance. Dopo alcune esperienze all'estero, tra cui Spagna, Canada e Stati Uniti, sono rientrato in Sicilia. Oggi collaboro con Il Fatto Quotidiano realizzando video e articoli di cronaca e approfondimento.
Tra i riconoscimenti più importanti ho ricevuto il DIG Awards 2017, il premio 'Roberto Morrione' 2012, il premio giornalista emergente in Sicilia 'Giuseppe Francese' 2016.
Saul Caia

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Giornalista freelance. Dopo alcune esperienze all'estero, tra cui Spagna, Canada e Stati Uniti, sono rientrato in Sicilia. Oggi collaboro con Il Fatto Quotidiano realizzando video e articoli di cronaca e approfondimento. Tra i riconoscimenti più importanti ho ricevuto il DIG Awards 2017, il premio 'Roberto Morrione' 2012, il premio giornalista emergente in Sicilia 'Giuseppe Francese' 2016.

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